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[PS3/360] Killer is Dead

[PS3/360] Killer is Dead

Goichi Suda è da sempre famoso per le sue opere atipiche. Dopo aver pubblicato su console HD di ultima generazione Shadows of the Damned nel 2011, un survival TPS originale e divertente, e Lollipop Chainsaw nel 2012, un action che verrà ricordato da molti come il prodotto meno brillante di Suda51, per il terzo anno di fila il game designer giapponese ci riprova, e manda sul mercato Killer is Dead, questa volta prodotto da Deep Silver. Ma di cosa si tratta, esattamente?

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Trama

La trama non è certo il punto forte di Killer is Dead. Il protagonista è Mondo Zappa, un killer di professione trentacinquenne con un braccio cibernetico, che non  ricorda nulla del suo passato, di cosa sia successo al suo braccio o di come sia entrato a far parte della Bryan Execution, l’agenzia di assassini in cui lavora.
Sebbene si tratti di un buon incipit, per gran parte del gioco non si capirà assolutamente nulla della trama, che tra unicorni, alieni e belle donne riuscirà solo a confondere il giocatore senza spiegare granché. Le cutscenes saranno il più delle volte surreali e senza senso, ma non mancheranno fasi più criptiche e misteriose, specie quando ci troveremo nei sogni di Mondo per saperne di più sul suo passato. Peccato che queste missioni, pur interessanti anche sotto il punto di vista narrativo, siano le più ripetitive sotto il punto di vista del gameplay.
Killer is Dead manterrà comunque uno stile più serio rispetto agli ultimi lavori di Suda, lo stesso che apparteneva a titoli più vecchi come Killer 7.

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 Gameplay

Fondamentalmente, il gameplay di Killer is Dead è molto simile a quello di No More Heroes e Lollipop Chainsaw, e l’ultimo lavoro di Grasshopper Manufacture condivide con Lollipop Chainsaw il difetto della linearità, al contrario di No More Heroes, che era, invece, caratterizzato da una componente free-roaming. Nonostante ciò, notiamo diversi fattori positivi proprio nel gameplay.
Per prima cosa, Killer is Dead ha una difficoltà decisamente alta ai livelli più elevati. Non ha il livello di sfida di Ninja Gaiden, ma per finire il gioco a difficoltà estrema bisognerà utilizzare ogni mossa con il giusto tempismo, il che richiederà un po’ di allenamento. Per questo è sconsigliabile iniziare subito il gioco a livello Difficile, a meno che non abbiate ottime skill negli hack ‘n’ slash.
Il combat system generale è ben strutturato e soprattutto molto divertente. Oltre agli attacchi con la katana e alle armi secondarie, sarà utile schivare gli attacchi in momenti precisi per innescare combo micidiali che renderanno Killer is Dead ancora più appagante. Boss fight eccellenti, anche se stranamente meno difficili del resto dei livelli.
Come accade in altri titoli dello stesso sviluppatore, è presente anche un sistema di potenziamento di armi e abilità del personaggio basato sugli oggetti che raccoglieremo durante il gioco. Fare “cool kills”, per esempio con mosse speciali o colpi alla testa, ci farà ottenere più oggetti. La nota dolente di questo sistema di potenziamento è rappresentata dall’utilità fin troppo squilibrata che avranno le abilità che compreremo: alcune aiutano fin troppo il giocatore, come quella che permette di ricaricare la nostra salute consumando sangue, altre sono perfettamente inutili.

Sotto questo punto di vista, un difetto principale, a parte la scarsa interazione con gli oggetti del mondo di gioco, assolutamente non sufficiente considerando il genere di cui stiamo parlando, è la longevità generale del titolo: infatti, le 12 missioni principali della campagna non vi porteranno via più di 7 ore.
Sarà pur vero che sono presenti le missioni secondarie, le missioni gigolò e quelle di Scarlett, ma completare tutto aumenterà la longevità fino a massimo 9 ore, un risultato comunque sotto le aspettative. Soprattutto se pensiamo che le missioni gigolò, le uniche con un gameplay diverso dal solito, sono noiose sessioni di 5 minuti in cui, per vincere, dovremo guardare le forme di una ragazza e darle regali per conquistarla e sbloccare così nuove armi e nuovi oggetti, oltre ad una cutscene.
Le missioni di Scarlett sono sbloccabili trovando appunto Scarlett in determinati livelli; ella si nasconderà nei posti più disparati, e trovarla vi consentirà di giocare a una sfida sempre diversa. Nonostante queste sfide siano semplici nella sostanza, la scelta di Suda51 di metterle sottoforma di collezionabili aumenta la rigiocabilità del titolo.

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Comparto Tecnico

Killer is Dead può vantare una buona grafica in cel shading, che risulta più soddisfacente nelle varie ambientazioni che nei personaggi.
Ottime le animazioni, così come il level design, ma le sofferenze del comparto tecnico si notano con disturbanti effetti di tearing e cali di frame rate, questi ultimi molto più frequenti sulla versione PlayStation 3 del gioco.
Il sonoro è uno dei fattori più importanti del gioco, le musiche si rivelano sempre adatte al contesto e il doppiaggio è di ottima fattura. Si poteva migliorare, però, il labiale dei personaggi, purtroppo non sempre sincronizzato con il doppiaggio.

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Killer is Dead, in conclusione, è un action valido, che, senza infamia e senza lode, riesce a regalarci qualche ora di sano divertimento grazie un ottimo gameplay, per farselo piacere basta non dare troppo peso a una trama quasi inesistente e a un comparto tecnico tra alti e bassi che non riesce a soddisfare a sufficienza. Tuttavia, non aspettatevi un capolavoro, perché potreste ritrovarvi con l’amaro in bocca.
In ogni caso, è un vero peccato: se alcuni elementi fossero stati più curati, il voto finale che vedete qui sotto sarebbe aumentato, e non di poco. Goichi, potevi fare di meglio, ma apprezziamo comunque.

Goichi Suda è da sempre famoso per le sue opere atipiche. Dopo aver pubblicato su console HD di ultima generazione Shadows of the Damned nel 2011, un survival TPS originale e divertente, e Lollipop Chainsaw nel 2012, un action che verrà ricordato da molti come il prodotto meno brillante di Suda51, per il terzo anno …

Review Overview

Trama - 6.7
Gameplay - 8.3
Comparto Tecnico - 7.5

7.5

Testato per Xbox 360 e Ps3.

User Rating: 4.5 ( 3 votes)
8

About Pietro Leone

Ha iniziato la sua carriera da videogiocatore con una vecchia PlayStation spolpata fino all'osso, per poi passare a PSP e infine stabilirsi su PC. Apprezza quasi tutti i titoli, ma odia completamente i videogames di calcio. Passa la maggior parte del suo tempo su giochi action, ma non disprezza gli altri generi come gli FPS e le avventure grafiche.

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