Noah

Noah

Molto si è detto di questo film prima dell’uscita, le aspettative erano molte e i pareri contrastanti tra loro. Oggi, a un giorno dall’uscita, molti sono col fiato sospeso.

Ma è davvero meritata così tanta attenzione focalizzata su questo film? Le aspettative saranno soddisfatte?

Scopriamolo insieme.

Noah può essere definito un fantasy psicologico, fedele solo nello spirito al testo sacro da cui attinge. C’è da precisare, però, che Aronofsky è notoriamente ateo, anche se di origine ebraica. In breve, il film ci mostra un’umanità corrotta, venale e sanguinaria, stile di vita non condiviso da Noah e dalla sua famiglia, che spiccano tra tutti per il loro rifiuto di mangiare carne e per la loro condotta pressoché impeccabile. Per mezzo di alcuni sogni costellati di messaggi tra le righe, Noah viene avvertito dal Creatore (così si riferiranno per tutto il film al Dio biblico) della catastrofe che sta per abbattersi sulla Terra e gli viene affidata la missione di costruire un’arca, l’unica speranza di salvezza per animali e uomini. Inizia così l’impresa titanica di Noah e dei suoi figli, i quali non solo dovranno costruire un’ immensa imbarcazione resistente al Diluvio, ma dovranno resistere dapprima alle accuse e alle derisioni degli altri uomini increduli del messaggio di distruzione portato da Noah e in seguito al disperato e tardivo tentativo dei medesimi di rifugiarsi sull’arca.

Gli attori sono stati bravissimi nel loro ruolo, Russell Crowe spicca tra tutti nella drammaticità della sua interpretazione, riesce perfettamente a dare l’idea dell’uomo che, sulle sue spalle, deve portare il peso di un compito divino più grande di lui.

La recitazione e la trama non sono però tutto: in questo film ci sono molti aspetti che possono turbare.

Nonostante nella Bibbia le donne non siano praticamente mai menzionate nell’impresa di Noè, nel film sono presenti in molte scene, soltanto che sono praticamente prive di spessore e importanza, in quanto sottomesse ad una società patriarcale e misogina. Come non menzionare, infatti, la terribile affermazione secondo la quale “una donna che non può avere figli non è una vera donna” e l’accettazione passiva da parte della moglie di Noah, interpretata da Jennifer Connelly, della pazzia che stava prendendo il sopravvento sul marito e che lo portava a voler intraprendere azioni violente e discutibili.

Un aspetto importante è il discorso sul vegetarianesimo della famiglia di Noah, contrapposto all’onnivorismo di tutto il resto delle persone, visto dalla famiglia come un peccato verso il Creatore, un sacrilegio in quanto, come all’uomo, anche agli animali è stata donata la vita. Sempre per questa spinta animalista, in Noah non vedremo animali veri, ma realizzati splendidamente al computer.

Nulla da dire sugli effetti grafici del film: dall’acqua che non solo scende dal cielo sotto forma di pioggia, ma crea fenditure e crateri sulla Terra e sgorga dal sottosuolo, all’immensa mandria di animali ospitati dall’arca, all’arca stessa, immane costruzione, non c’è nulla da obiettare.

In sostanza, Noah è un film da vedere, ma preparandoci ad un riadattamento in chiave Hollywoodiana poco in linea con il testo sacro da cui attinge e più simile a un fantasy-apocalittico-psicologico. Ben realizzato, ovvio, ma folle e delirante.

Molto si è detto di questo film prima dell’uscita, le aspettative erano molte e i pareri contrastanti tra loro. Oggi, a un giorno dall’uscita, molti sono col fiato sospeso. Ma è davvero meritata così tanta attenzione focalizzata su questo film? Le aspettative saranno soddisfatte? Scopriamolo insieme. Noah può essere definito un fantasy psicologico, fedele solo …

Review Overview

Trama - 7
Recitazione - 9
Realizzazione Tecnica - 8.5

8.2

Summary : Noah è un film da vedere, ma preparandoci ad un riadattamento in chiave Hollywoodiana poco in linea con il testo sacro da cui attinge e più simile a un fantasy-apocalittico-psicologico. Ben realizzato, ovvio, ma folle e delirante.

User Rating: 0.7 ( 1 votes)
8

About Pietro Leone

Ha iniziato la sua carriera da videogiocatore con una vecchia PlayStation spolpata fino all'osso, per poi passare a PSP e infine stabilirsi su PC. Apprezza quasi tutti i titoli, ma odia completamente i videogames di calcio. Passa la maggior parte del suo tempo su giochi action, ma non disprezza gli altri generi come gli FPS e le avventure grafiche.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.